Per la primavera europea. Un nuovo passo avanti!

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E’ iniziato il disgelo non appena la primavera europea si è fatta annunciare. Il ghiaccio del regime della crisi europea – dei mandati della Troika e delle spietate politiche di impoverimento – sta chiaramente mostrando delle crepe.

Quella che sembrava senza alternative e doveva essere applicata solo tecnocraticamente è ritornata sulla scena politica come una questione aperta. L’Europa del capitale e dell’austerità, l’Europa del dirigente scolastico tedesco e dei compiti assegnati a casa è stata sfidata.

In primo luogo e prima di tutto, questo è merito dei movimenti del Sud Europa, delle loro mobilitazioni di massa, del loro coraggio e spirito. Non difendono solo la propria sopravvivenza, ma sono anche fonte di ispirazione per milioni di persone in tutta Europa perché una società oltre le sofferenze del capitalismo è possibile. Tutto questo è stato confermato dalla coraggiosa decisione del popolo greco nelle elezioni del 25 gennaio 2015 che ha votato contro la Troika e la miseria dell’austerità. E’ stato anche reso visibile dalla massa di persone che ha preso parte alla “Marcia della Dignità” lo scorso fine settimana in Spagna.

In contrasto con ciò che l’immaginario rappresentato dalle stagioni suggerisce, è però assolutamente incerto se dopo un inverno di misure di austerità, seguirà, o meno, la primavera della democrazia e della solidarietà. Invece, stiamo vivendo un’intensificazione politica, un’impennata del vecchio ordine, che sta eliminando ogni barriera all’estorsione, al fine di sottomettere la Grecia, e in sostanza tutti quanti, alla dittatura dei rendimenti sul mercato finanziario. Lo diciamo ancora una volta: loro vogliono il capitalismo senza democrazia – noi vogliamo la democrazia senza il capitalismo!

>In questa situazione, BLOCKUPY, insieme ai gruppi e le reti europee, ha lanciato la mobilitazione a Francoforte il 18 marzo, nel cuore della bestia e nell’occhio apparentemente tranquillo della tempesta, al fine di bloccare la cerimonia di apertura del nuovo edificio della Banca Centrale Europea, e di trasformare la loro festa in programma in un festival di movimenti europei e in una collettiva e risoluta resistenza contro le predominanti politiche della crisi. Il semplice annuncio delle azioni è stato sufficiente per trasformare la cerimonia di apertura in un piccolo, ridicolo, quasi minore evento, e per costringere la BCE a ritirarsi nella sua roccaforte – sorvegliata da circa 10.000 agenti di polizia e fortificato tramite il filo spinato.

Circa 6.000 attivisti, almeno 1.000 dei quali provenienti da altri paesi europei, sono scesi nelle strade e nelle piazze attorno al nuovo edificio della BCE, lo hanno circondato e hanno sfidato la polizia, che ha immerso intere strade in un’acre foschia di gas lacrimogeni. Non tutte le azioni che hanno avuto luogo questa mattina si sono svolte come previsto e concordato. Ci siamo già espressi criticamente a questo proposito, e ci sarà ancora molto da discutere e valutare. Lo faremo all’interno del movimento e tra gli attivisti.

Le 25.000 persone che hanno partecipato alla grande, colorata e determinata marcia di protesta della sera ha respinto tutti i tentativi di dividere BLOCKUPY e il movimento costringendoli a prendere le distanze l’uno dall’altro. In una dichiarazione al raduno finale delle proteste, Naomi Klein ha riassunto il terreno comune di tutti coloro che protestano quando ha richiamato l’attenzione della BCE: “Voi siete i veri vandali. Voi non date fuoco alle macchine, voi state mettendo a fuoco il pianeta”.

BLOCKUPY 2015, non sarebbe stato possibile senza la grande dedizione e spesso il lavoro invisibile di centinaia di attivisti a Francoforte e altrove. In una situazione in cui la città di Francoforte ha rifiutato di cooperare, questi attivisti hanno organizzato o offerto oltre 3.000 posti letto e fornito cibo agli attivisti. Attivisti da vicino e lontano hanno organizzato il viaggio in autobus e il treno appositamente noleggiato da Berlino a Francoforte – per alcuni attivisti, ci sono voluti giorni per raggiungere Francoforte. Un numero indefinito di medici ha fornito il primo soccorso a circa 200 attivisti feriti; assistenza legale è stata a disposizione degli arrestati in ogni momento. Nel momento in cui scriviamo, ne rimane uno in carcere: Federico Annibale, studente italiano da Londra. BLOCKUPY richiede la sua immediata liberazione!

Sappiamo che Germania manca ancora un movimento di massa contro le politiche di impoverimento. Conosciamo gli effetti dell’agitazione razzista di alcune parti della sfera politica, del quotidiano BILD quotidiano e di altri media contro la popolazione greca. Eppure il 18 marzo, abbiamo determinato un segno inconfondibile anche in Germania, che sta diventando più ventoso e più caldo, e che vi è una crescente que opposizione alle politiche di Merkel, Schäuble e Gabriel. Il segno era visibile a Madrid, a Roma, ad Atene e in tutto il mondo. In queste città, è stato visto come un segno d’incoraggiamento e di solidarietà, che noi in cambio consideriamo una richiesta a continuare e intensificare la protesta e la resistenza contro il regime di austerità.

BLOCKUPY rappresenta il movimento che porta la protesta di massa e la disobbedienza civile nel cuore del regime della crisi europea ed è aperto alla partecipazione di tutti. BLOCKUPY si è trasformato in uno spazio transnazionale e su scala europea, nel quale possiamo sviluppare e riflettere su una pratica condivisa contro le politiche della crisi e per una comune Europa solidale dal basso. E questo è esattamente il punto da cui proseguiamo. Perché sebbene la primavera europea si avvicina, ora più che mai, sono necessarie azioni che disperdano le nubi e il gelo per aiutare il sole ad aprirsi un varco.

Invitiamo tutti gli attivisti per decidere insieme sui prossimi passi da intraprendere. Il grande incontro (tedesco) degli attivisti avrà luogo il 9-10 Maggio a Berlino, invece di Francoforte. Dopo questo, o in parallelo a questo, gli incontri si svolgeranno in tutta Europa – e continueremo insieme. Perché il regime della crisi europea ha più centri che la sola BCE, e noi crediamo che sia giunto il momento di fare un nuovo passo.

Blockupy Comitato di coordinamento, 22 marzo 2015

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